sabato 5 luglio 2008

Discalculici, smemorati o mercenari?

Non sto neanche qui a menzionare leggi, decreti o bandi di gara perché questa non è una scheda tecnica. Si tratta solo di riflettere su come vi siano preoccupanti patologie che colpiscono le menti che guidano il potere, l'"intellighentia".

Riunioni, delibere, conferenze e dichiarazioni alla stampa producono costantemente decisioni e dichiarazioni che stridono tra di loro perché per lo stesso ambito dicono l'una il contrario dell'altra.
Senza contare che alcuni argomenti non vengono minimamente affrontati. E in Valbrenta non passa giorno che si susseguano episodi lampanti di pura cecità gestionale e paradossali contraddizioni.

Basta snocciolare qualche bilancio di previsione di investimenti a 5 o 6 zeri e il fantastico mondo delle progettazioni si scatena in un piroettare di proposte inorganiche atte all'accaparramento del contante.

L'esempio più mediaticamente palesato è il caso della SS47. Dopo la roboante promessa di parte del finanziamento del tunnel a canna unica, è iniziata la sfida meritocratica a chi trova gli altri soldi. E a chi poi ci mette le mani sopra. E per un progetto che NON è fattibile perché fuori norma.

E questo fervore proprio mentre viene reso noto che nel prossimo decennio il medesimo tratto sarà servito dalla metropolitana di superficie Trento- Bassano.
Però... gestita dal Trentino! E siccome notoriamente siamo ancora in guerra con gli austro-ungarici i due progetti viaggiano ognuno per conto suo. E sicuramente la questione risparmio, nonché impatto ambientale per esecuzione di doppi cantieri non combinati, non è minimamente stata vagliata nel tratto di valle più stretto, dove una soluzione combinata di viabilità mista rischierebbe di portarci all'avanguardia in Europa!
E faremmo pure contenti i cavatori che ci farebbero il buco gratis (GRATIS!) portandosi via i preziosi detriti magnesiaci!

Altro esempio: promuoviamo un bel convegno per sollecitare i fondi per la salvaguardia e il recupero dei terrazzamenti, tipico esempio di architettura urbana storica e risorsa per l'incremento del turismo e subito dopo proponiamo la realizzazione di un bel vallo per messa in sicurezza dietro alla scenografica riviera del Brenta. Ciliegina sulla torta, un bel nastrone trasportatore completo di tralicci cementificati che attraversa due strade, Il Brenta e passa sopra le case.
Ma avete mai fatto caso che la zona interessata dal cantiere contiene una serie di terrazzamenti? E sono forse di specie, natura o razza diversa?
E poi chi mi dice che il bel conoide dei fertili terrazzamenti di San Gaetano, non sia già stato oggetto di trattative di acquisto da parte di imprenditori della coltivazione mineraria? Magari dopo che i terrazzamenti sono stati recuperati con i fondi europei!
Il nostro ipotetico turista dovrebbe arrivare da Sud per vedere il bel lavoro di recupero, incrociare una bella fila di camion che scende da Carpanè e da Valstagna e una volta varcato il ponte ritrovarsi nel bel mezzo di un bel cantierone polveroso e rumoroso.
E per caso qualcuno ha pensato che facendo tabula rasa dietro alle case, eliminando alberi e sottobosco ci rimetterà più di qualche specie animale, e c'è il rischio di squilibrare delle catene alimentari? E non sarà che per caso mancando gufi e civette si triplicherà la popolazione di topi nel centro?
E non sarà che un canalone in curva in un'area particolarmente ventilata, creerà variazioni sensibili del microclima, di fatto modificando il patrimonio botanico? Ma le nostre zone una volta non erano famose per le "erbette"?

Altro episodio di accapparramento fondi: Valstagna è dotata di uno dei più bei campi di canoa slalom. E' stato reso possibile grazie ai fondi arrivati dalla Comunità Europea, ma anche dal fatto che è un fiume che ha acqua tutto l'anno. Bene, appena finito, c'è stato ancora qualcuno che ha valutato seriamente la possibilità di realizzare nuove prese idrauliche per la produzione di energia elettrica subito a monte del campo di gara. E il pericolo non è ancora passato.

E l'area camper fatta con il contributo dell'impresa titolare della cava miniera di Carpanè, non servirà per caso alle carovane di operai della cava stessa che abitano lontano, visto che non conosco villeggianti che amano soggiornare in un cantiere?

E non è oltremodo interessante il recupero delle malghe sulle nostre montagne, creando dei deliziosi luoghi di ritrovo in località amene e paesaggisticamente integre pensando bene poi di rilasciare permessi di escavazione proprio di fronte agli edifici recuperati?

Però un'idea ce l'avrei; si potrebbe utilizzare l'ex deposito tabacchi ( magari, se qualcuno si ricorda, dopo averlo liberato dell'amianto) per aprire la prima scuola superiore di amministrazione ed economia pubblica, i docenti certo non ci mancano!

PS: Se ne avete altri di esempi edificanti del genere, per favore segnalateli nei commenti

domenica 22 giugno 2008

Ma la Pro Loco la vogliono le associazioni?

Non c’è molto da stare contenti del bilancio partecipativo alle vicende della Pro Loco di Valstagna e vorrei provare a dare qualche risposta all’ennesima miopia della macchina burocratica.

Siamo passati negli anni da un’egemonia unilaterale di un presidente che ha condotto rigidamente e sempre con la stessa cadenza un programma che non poteva subire cambiamenti perché oramai gli equilibri di potere erano fatti, vuoi i diritti dell’asilo e della Parrocchia, vuoi gli omaggi ai cavatori dell’altopiano, vuoi la regola che le contrade dovevano sorbirsi, vendere e comprarsi se stessi montagne di biglietti della lotteria per finanziarsi la manifestazione più importante dell’anno. Ultimamente il testimone è stato raccolto letteralmente con la forza da un’individuo che ha visto la cosa come la conquista di uno scettro e ha detto:- Da oggi decido io!- Risultato: denuncia dall’amministrazione e commissariamento della Pro Loco. Fase finale: Il tentativo di tenere in piedi un’associazione senza risorse senza idee e senza sostegno effettivo nemmeno dal Comune. Non sono entrato nei ma e ne i se, per non dilungarmi e perché voglio arrivare all’articolo del Giornale di Vicenza di oggi. “Ma la Pro Loco la vogliono le Associazioni?”. Verissimo che la Pro Loco, in caso di sovrapposizione dovrebbe mediare per consentire che lo svolgimento delle manifestazioni promosse dalle diverse Associazioni non si danneggino l’un l’altra, ma prima forse sarebbe necessario che la Pro Loco sia dotata di un’importante strumento: LA CREDIBILITA’!

Non ritengo possibile arrivare ad una soluzione facendo riunioni dove si da per scontato che la Pro Loco dovrebbe tirare le fila di un tessuto associazionistico i cui elementi alle volte sono molto più datati, ma soprattutto molto più strutturati.

Né è da ritenersi valida la possibilità che esista una Pro Loco quando di fatto il Comune pensa a depauperare e devastare il territorio, rendendo così vana la promozione dello stesso. In pratica è bellissimo ristrutturare una malga, ma non ha senso sventrare la montagna a 200 metri da questa, per ottenere più rogne che guadagni dalla presunta attività di coltivazione del verdello.

Non mi risulta che nessun comune della vallata creda in se stesso sotto il profilo turistico e di conseguenza non abbondano certo i contributi comunali per le PL che sono nient’altro che le APT, le IAT, gli Uffici turistici. Qui non ci crede nemmeno l’opposizione che nella persona di uno dei più anziani combattenti del potere non vede nel recupero degli usi e costumi una matrice turistica.

Io mi chiedo, durante la bella stagione, se c’è qualcuno che vede le migliaia di bici, le migliaia di auto con canoe, attrezzature alpinistiche, kit per pic nic etc. che passano per le nostre strade.

Ma noi niente! Siamo troppo occupati nelle messe in sicurezza (non solo i sassi, ma anche i boschi, il paesaggio, la scenografia, l’ossigenazione, l’aria pulita etc verranno eliminati) e figuriamoci se qualcuno avrà il coraggio di parlare nei palazzi del potere di tutela del territorio. Non è remunerativo, forse è meglio fare il circolo ricreativo dei cavatori o la stazione climatica per i bimbi di Cernobyl che tanto non temono il confronto.

Noi non abbiamo cartelli indicatori delle attrattive paesaggistiche (ma presto nel centro storico l’unica attrattiva resterà il nastro trasportatore kilometrico), non abbiamo aree di sosta per i ciclisti e i gitanti (però abbiamo un bellissimo nuovo campo da calcetto a scapito del parco giochi dei nostri bambini), abbiamo sulla carta un’area camper (affidata ad un’associazione sulla carta) con vista sulla cava miniera di Carpanè, e abbiamo la famosa pista ciclabile che nel tratto in cui si identifica nella provinciale Valgadena, la strada non c’è più non si sa bene perché.

Finchè nessuna amministrazione potrà pensare che economia è anche turismo, economia sana, ambientalista, vivace, non servirà una Pro Loco che proprio per questo in 30 anni non ha realizzato un cartello, una cartolina o un depliant che parla della Valbrenta.

E’ un “De Profundis” ma spero che serva a svegliare qualcuno!

martedì 17 giugno 2008

Mario Rigoni Stern ci ha lasciato


Non ho mai scritto o parlato con enfasi di qualcuno che non ho conosciuto di persona, ma spesso mi è capitato di parlare di te con i miei amici, qui in valle, vedendoti non come il grande narratore che resterà nella storia, ma come il testimone del nostro mondo, un po’ astruso al dinamismo moderno, affascinato dalle luci ed ombre della Valbrenta e dell’Altipiano, con la tua dolorosa e umanissima memoria delle atrocità della guerra, con il tuo grande cuore per i tuoi paesani, per i bocia, per coloro costretti agli stenti, ma orgogliosi di essere legati come te alle leggi del bosco, della natura, dello scandire inesorabile e rigido delle stagioni. L’umanità dei tuoi boscaioli, soldati, cacciatori non è nemmeno più di questa terra, sarai un esempio per la nostra cultura e la tua icona brillerà nella letteratura italiana. Non ti ho mai conosciuto, ma nessuno mi ha mai riportato i profumi e i rumori di queste terre come tu sei stato capace e sicuramente il tuo cuore ha battuto con orgoglio narrando le vicende di questo mondo verde, poco popoloso, ma di grande orgoglio, con mille difficoltà di sopravvivenza. Mario resterai sempre con me, e sembra strano, ma io adesso sto piangendo

lunedì 9 giugno 2008

Amministratori Vs cittadini


"Nell'Apologia Socrate prende coscienza di sapere di non sapere a partire da un singolare episodio. Un suo amico, Cherofonte, aveva chiesto alla Pizia, la sacerdotessa dell' oracolo di Apollo a Delfi, chi fosse l'uomo più sapiente e questa aveva risposto che era Socrate. Egli sapeva di non essere il più sapiente e quindi volle dimostrare come l'oracolo si fosse sbagliato andando a dialogare con quelli che avevano fama di essere molto sapienti, in particolare i politici.

Ma alla fine del confronto, racconta Socrate, questi, messi di fronte alle proprie contraddizioni (l'aporia socratica) e inadeguatezze, provarono stupore e smarrimento, apparendo per quello che erano: dei presuntuosi ignoranti che non sapevano di essere tali. Allora capii, dice Socrate, che veramente io ero il più sapiente perché ero l'unico a sapere di non sapere, a sapere di essere ignorante. In seguito quegli uomini, che erano coloro che governavano la città, messi di fronte alla loro pochezza presero ad odiare Socrate." (fonte Wikipedia)

La questione è ormai storica e purtroppo non solo in vallata, per la credibilità di chi conduce una comunità: qual è la corretta etica da seguire nell’ambito di decisioni delicate da prendere e che segneranno il futuro prossimo e oltre di tutti?. Sembra impossibile ma pare che chi si insedia in qualche stanza dei bottoni, improvvisamente perda le funzionalità relative alla comunicazione e risponde ai quesiti della gente per frammenti poco comprensibili o non risponde per niente.

A Cismon, Valstagna e San Nazario la sindrome è proprio acuta e non c’è verso di avere risposte chiare alle domande legittime dei cittadini.

Sta diventando un caso da analisi soprattutto da circa un anno, dacchè qualcuno si è interessato agli scempi compiuti indiscriminatamente sul territorio ed ha cominciato a interpellare chi di dovere per avere delucidazioni. Fino ad allora vigeva la logica che siccome tutti tacciono, tutto è lecito.

I comportamenti dei diversi amministratori sono diversi nei tempi e nei metodi, ma arrivano tutti a quell’anguillesco sgusciare via che molto poco ha di impavido e soprattutto di trasparente.

A questo punto ci sono un po’ di cose da chiedersi:

a) E’ possibile che la materia affrontata sia troppo complessa e che gli stessi amministratori non abbiano ben chiaro come districarsi e quindi evitano il dialogo per non fare figure barbine? E non sarebbe allora il caso di parlarne con altri ed allargare l’analisi, senza invece minacciare azioni legali per chi diventa troppo insistente, e cercare di trovare insieme il miglior compromesso fra sviluppo, ambiente e salute?

b) E’ forse questione di mancanza di allenamento al dialogo visto che fino a poco tempo fa non serviva, e le decisioni erano prese a palazzo direttamente, volando radenti sul popolo bue che comunque se ha qualcosa da dire lo fa solo al bar? Vogliamo parlare di rispetto?

c) O più semplicemente l’omertà è una precisa strategia politica che tende nel tempo a scoraggiare qualunque obiezione, fino a far scemare le resistenze in maniera da poter operare tranquillamente secondo il proprio interesse privato o di corporazione? Non è forse turpe ipotizzare che chi opera nel pubblico vende le scelte della comunità per lucro personale?

d) Nessun amministratore si è mai chiesto quanto, scelte spicciole e poco meditate potrebbero rivoltarglisi contro in futuro? Più nello specifico: scelte in nome della presunta sicurezza potrebbero trasformarsi in pochi anni in disastro ambientale?

Sicuramente le domande potrebbero essere molte altre ma già queste sono raccapriccianti e le risposte potrebbero essere inquietanti.

Negli ultimi anni dove la “res publica” sta cercando la via giusta della gestione fra proposte di nuove leggi elettorali e continui avvicendamenti di fronte con variegate coalizioni effimere forse sarebbe ora di svecchiare anche le farraginose amministrazioni locali valligiane.

Perfino la Balena Bianca si è evoluta in ambito di potere centrale e i tanti orfanelli che da decenni bazzicano in Valbrenta tra malcelati trasformismi e sotterfugi burocratici continuano a cercare di tenere in tasca le chiavi dei municipi e degli enti più o meno inutili.

Ma l’unica medicina possibile per questa muffa infestante è l’apertura al dialogo, la trasparenza.

DIALOGO e TRASPARENZA: due nuove parole da inserire nel vocabolario dell’Amministratore locale!

giovedì 22 maggio 2008

Luna park

Non vorrei essere quello che critica ma qualcuno ha pensato che cos'è un nastro trasportatore che parte sopra le case al Rialto e arriva a Carpanè a sud del ponte? Altro che grandi opere! A parte che mi piacerebbe sapere con cosa viene sostenuto questo nastro, fa paura pensare all'altezza necessaria per passare sopra le case. Ma allora stiamo parlando di tralicci? E di grazia dove verrebbero montati? In Brenta? E la loro base sarebbe in cemento? In Brenta? O sì ma è solo per qualche anno finchè non finiamo di stravolgere l'ecosistema della vallata facendo il vallo! Il "vallo"!?!?!? MMMhhh... Questo nome mi sa di antico ma non mi dice niente di nuovo: trattasi forse di asportazione di materiale da conoidi? E sì, ma per una questione di sicurezza. E non è forse poco sicuro passare sotto un nastro che scorre carico di sassi e detriti sopra due strade ed un fiume? E questo nastro poi sarà sicuramente silenziosissimo e si muoverà solo in orario di lavoro diurno. Chisssà perchè mi sembrano cose già sentite! E di grazia chi dorme sotto, cosa ne pensa? E secondo voi d'inverno se nevica sarà possibile usarlo come impianto di risalita per gli snowboard, che potranno finalmente lanciarsi da Lora bassa in una discesa con i salti sulle strade e mega planata nel fiume con atterraggio fra gli assi di un camion in sosta su quella che era la suggestiva spiaggia della centrale di Carpanè? Non mi è chiaro perchè il recupero ambientale, passa per lo squilibrio ambientale con studio di ricomposizione ambientale e finale inadempienza recidiva. E poi come si fa a pensare che la realizzazione di un vallo con tutta la precarietà operativa che ne segue sia compatibile con il progetto di valorizzazione dei terrazzamenti. E' come costruire un albergo a 5 stelle a Porto Marghera e pretendere di riempirlo solo perchè è bello. Per andare a visitare un posto ci vogliono le attrattive che lo motivano e francamente trasformare la cartolina del lungobrenta valstagnotto in uno scenario polveroso e brullo non mi sembra esattamente una gran promozione!

domenica 11 maggio 2008

Attendismi

E' curioso l'atteggiamento di tutti. In queste vicende le tattiche si modificano dipendendo dalla mossa della controparte. E in questo, caro Sessi, forse hai calcolato dei tempi troppo brevi. Il GSV ha conquistato la sua autorevolezza perchè sta affrontando i grossi problemi della vallata con tenacia ed aggiornandosi costantemente, cercando notizie e spiegazioni scientifiche. Questo però non significa che le evoluzioni siano rapide. In generale un'amministrazione comunale può condividere o dissentire da una convinzione del Gruppo Salvaguardia, e se parliamo di cave o messe in sicurezza, l'amministratore ascolta e apparentemente tace, ma ascolta anche il cavatore e ascolta anche il sindaco confinante, e pure la Comunità Montana che a sua volta ascolta il GSV. E' un gioco attendista ove prima di muoversi è bene vedere come si evolvono gli eventi. Hai mai pensato che se tu molli fai il gioco di tutti gli altri che aspettano che si calmino le acque senza dover prendere una decisione? Se il GSV non vuole prendere la strada dell'azione legale, che sarebbe legittima in quanto non vi è dubbio che illecito ce n'è, e tanto, deve continuare una pressione costante su questi temi. Ritengo che le istituzioni sanno che per quanto autorevole il GSV è debole e poco conosciuto, incapace per il momento, di smuovere l'opinione pubblica, di coinvolgere le masse. C'è una piccola fascia per lo più intellettuale, che si occupa di tutto ciò che significa ambiente, Valbrenta, che fa vivere il Gruppo, non nuoce più di tanto ma sorveglia, e ciò in qualche modo alza il grado di vigilanza degli amministratori. Io credo che devi tenere duro Roberto e mettere cunei nelle crepe, forzare dove trovi punti deboli, e, personalmente, riflettere sulle opportunità di far entrare il difensore civico, interpellandolo almeno per renderci conto di quanto possa essere lunga e dispendiosa una qualsiasi azione legale, e soprattutto di quanto potrebbe essere manipolata dall'azzeccagarbugli di turno!

giovedì 1 maggio 2008

Una festa dei lavoratori, o ai "lavoratori?"


In effetti, da un pò da pensare un Primo maggio festeggiato con questo clima. A Roma si saluta il nuovo sindaco con il saluto romano: nazionalismo a tutto gas, finalmente un pò di sano assolutismo! E voi cari amici del Veneto, attenti a fare Festa in pubblico in un giorno come oggi che poi arrivano le ronde in giubba verde che hanno sempre i fucili caldi per la sinistra; fra l'altro adesso che sono al governo magari c'hanno pure il decretino fresco che rende questo tipo di festaccie del tutto illegittime. Ma io non riesco proprio a capire: vuoi che quei 4 o 5 gatti rimasti della sinistra arcobaleno abbiano ancora la spudoratezza di uscire di giorno e magari sventolando la bandiera rossa? Fortunatamente le mamme di oggi sanno ben spiegare ai propri figli che quello strano simbolo (mmhhh...mi sembra la falce e il martello!?!) indica che tanto tempo fa c'era chi si guadagnava da vivere rompendosi la schiena, senza diritti, sfruttato e poi non viveva, più propriamente sopravviveva , se non moriva di infortunio.... Mio Dio che Festa fuori moda! Oramai non c'è + nessuno (italiano) che lavora (onestamente). A cosa serve festeggiare una cosa così?
Finalmente ora c'è il nuovo governo coerentemente Central/secessionista che sistemerà le cose.
Avrei una proposta: prima di tutto a Ciarrapico il dicastero della giustizia... beh, mi sembra un buon punto di partenza. Visto chi giudica, di sicuro sono tutti onesti...!!!