domenica 21 giugno 2009

RESET

Mi rendo conto che è passato un mese dall'ultimo Post ma essendo stato candidato alle amministrative per il comune di San Nazario non era giusto esprimere giudizi e opinioni su alcunchè. Ho preferito giocare la carta della campagna elettorale senza utilizzare lo strumento Blog che è nato per il libero pensiero estemporaneo e tale dovrà restare. Ora la tornata elettorale è conclusa, non sono stato eletto, e potrò continuare a scrivere su ciò che più mi preme.
GRAZIE PER LA COMPRENSIONE

sabato 16 maggio 2009

SI' AL COMUNE UNICO (quasi...)


L’incontro promosso ieri sera dal Gruppo Salvaguardia Valbrenta ha radunato i rappresentanti delle diverse liste candidate alle amministrative nei sei comuni della Valbrenta chiamati ad esprimersi in merito alle tematiche che costituiscono l’anima del GSV: cave, SS 47, fiume e Comune unico.
La discussione piuttosto blanda ha evidenziato nettamente da parte di tutti la necessità (che non vuol dire necessariamente la volontà!) di impostare il lavoro amministrativo rendendo prioritarie tutte le forme di collaborazione possibili tra i diversi comuni, pur con diverse visioni e con tante incertezze.
Il quadro generale evidenzia la mancanza di risorse nelle casse dei piccoli comuni e la latitanza dell’unico ente aggregativo che è la Comunità Montana che comunque è ridotta all’osso a causa del riordino di questi Enti che ne ha previsto la decimazione o il forte ridimensionamento.
E’ convinzione comune che una collaborazione sia vitale ma ho l’impressione che ognuno dei candidati sia fondamentalmente disorientato. Per tanto tempo le amministrazioni hanno sonnecchiato nel loro orticello e non hanno approfondito i rapporti intercomunali senon in sparuti esperimenti irti di incomprensioni e “baruffe chiozzotte”.
Ora che c’è da rimboccarsi le maniche prima che l’acqua arrivi alla gola, tutti i candidati si dicono ben disposti, alcuni hanno ancora il retaggio del campanilismo di contrada da scrollarsi di dosso, ma si sa che senza soldi in tasca si fa poca strada per cui anche loro alla fine si allineeranno.
La prevedibile e inqualificabile mossa di non intervenire alla riunione da parte di coloro che ancora per pochi giorni sono al potere, evidenzia un problema che rischierà di ripetersi dopo il 7 giugno:
prima si fa “campagna” e allora vai con la disponibilità, le aperture, i propositi, poi una volta al “potere” (???) ognuno per se e Dio per tutti.
E’ solo una speranza, ma io ne ho tanta, tanta, tanta, che poiché all’apparenza dopo tanti anni il dibattito si è intensificato, il Gruppo Salvaguardia Valbrenta è stato digerito come associazione analitica e non più come eco-terroristi ( nessuno gli ha mai definiti così, ma c’è qualcuno che li ha trattati alla stessa stregua) e ci sono tante persone nuove che si sono messe in gioco, finalmente avremo un minimo di trasparenza nelle azioni e spirito di collaborazione.
PERO’ RICORDO A TUTTI CHE AD OGGI CI SONO SOLO BUONI PROPOSITI!:

Buon Lavoro!

giovedì 23 aprile 2009

Elezioni e turismo ovvero “non dire gatto se non l’hai nel sacco” (Arrigo Sacchi)


E’ tempo di amministrative e in tutta la Valbrenta come da copione si preparano le liste, a mio avviso con diverse novità in termini di risorse umane. Si sa però che i programmi, “le promesse elettorali” lasciano il tempo che trovano. Nell’epoca del PATI tutti sono condizionati a presentare i propri progetti strizzando l’occhio a una futura unificazione e a fare i conti con le scarse risorse destinate dallo stato ai comuni. In questo contesto ora più che mai ci vuole il coraggio e l’acume per pesare bene le risorse che abbiamo in valle e portarle a sfruttamento a vantaggio dell’occupazione e delle entrate comunali. Ricorre sempre un buon proposito, sempre sulla bocca di tutti, e sul quale si è investito abbastanza: Il Turismo in Valbrenta.
Manca però organicità negli investimenti ed è assolutamente latitante la comunicazione e il marketing. Negli ultimi 10 anni sono stati allestiti, restaurati, aperti diversi siti, sparsi per i comuni sulle rive del Brenta; piccole perle di storia e cultura locale o di interesse naturalistico come il museo etnografico a Valstagna, il museo del tabacco a Carpanè, il Covolo di Butistone a Cismon, il laghetto del Subiol, il bosco delle fontane, l’alta via del tabacco sono dislocate un po’ dovunque tra Primolano e Pove.
E sono più o meno collegate da percorsi adatti alla passeggiata o alla pedalata, regalando scorci suggestivi e relax.
Per gli amanti del trekking, c’è solo da scegliere tra profonde valli selvagge e sentieri storici di collegamento con l’altopiano di Asiago o il Massiccio del Grappa.
L’area di competenza dei Comuni della Valbrenta è molto vasta ed è in gran parte montana con un patrimonio silvo-pastorale notevole che copre vaste aree dei massicci del Grappa e dell’Altopiano di Asiago. Anche in questo caso gli interventi sulle malghe o sulla salvaguardia del territorio sono stati i più svariati, pur talvolta stridendo con scelte fatte dai singoli comuni che pensavano di poter affiancare la valorizzazione ambientale, con l’immediato lucro dell’attività di cava, ma comunque nel complesso ancora equilibrato.
Non si può dimenticare che da questo angolo di mondo arrivano prodotti tipici di gastronomia di provata qualità come i formaggi, la trota, i funghi e l’olio di oliva e probabilmente con un po’ di impegno buoni risultati verrebbero dai frutti di bosco, le erbe officinali e aromatiche e l’apicoltura.
Purtroppo da questa realtà così variegata e stimolante non esce ricchezza. C’è la sensazione che ogni recupero, ogni intervento sia finalizzato allo sfruttamento dei fondi resi disponibili per questa o quell’opera e una volta finito il lavoro i risultati sono ottimi ma fini a se stessi, con il rischio che lo stato di semi-abbandono in cui verseranno in seguito queste “ cattedrali nel deserto” causera’ il loro inesorabile declino.
Manca da sempre infatti un lavoro di coordinamento fra i Comuni, manca quel ruolo che avrebbe avuto l’opportunità di essere ricoperto dalla Comunità Montana che non ci ha creduto.
Urge un dialogo continuo, un censimento di tutte le risorse, la formazione di un consorzio, di un patto del comprensorio che imposti l’organizzazione di un “prodotto Valbrenta”. Forse è meno difficile di quanto si pensi, a patto però che tutti ci credano. E’ importante avere un punto di informazione fisico e virtuale che presenti tutte le opportunità della valle al grande pubblico con itinerari convincenti , credibili, didattici e seducenti. Deve essere motivato il viaggio di chi fa 100 kilometri e non verrà mai solo per vedere il Covolo di Butistone, ma li farà volentieri se la visita è a più complessi fortilizi, prevede attività ludiche e culmina con una degustazione della nostra trota.
Abbiamo tutto, ma non c’è nessuno che lo metta insieme.
Abbiamo il marchio Valsugana che è nostro confinante e sta lavorando fortemente sul brand, ci crede e noi potremmo anche essere una componente di questo.
E’ vero che il trentino dispone di potenti risorse finanziarie ma è anche vero che la Regione Veneto e l’Europa hanno sempre provveduto a finanziare progetti di tutela territoriale, di valorizzazione culturale e di recupero delle identità locali. La sfida è aperta, ed è urgente puntare da subito ad un programma comune, impegnarsi per cambiare i noiosi vecchi PRG sempre uguali e sempre più lontani dal bene comune. C’è un PATI? Impariamo a leggerlo ma soprattutto ad interpretarlo per dare vitalità alla valle e non trasformarla in dormitorio della forza lavoro bassanese.

mercoledì 1 aprile 2009

Scuse e diffide, diffide e scuse

Nel sito del Gruppo Salvaguardia Valbrenta è apparso un post in data di oggi, 1 aprile, (tanto che pensavo che fosse uno scherzo!), il cui argomento è un testo di scuse da parte del GSV al Sindaco di Valstagna, perché in un blog linkato è apparso un testo ritenuto offensivo nei confronti del Sig Aldo Negrello, del Consiglio Comunale e del geometra responsabile dell’ufficio Tecnico Comunale.
E’ bene chiarire alcune cose, poiché un certo bavaglio al diritto di espressione e di critica è già in corso da qualche tempo:

1) Questo testo non è stato redatto dal Gruppo Salvaguardia Valbrenta ma è stato imposto come riparatore dallo stesso Sindaco Sig. Aldo Negrello in una lettera di diffida all’Associazione.
2) A ben leggere, le scuse poste dal Gruppo Salvaguardia Valbrenta, sono portate per un link, cioè un riferimento ad un altro sito del quale il GSV non può essere responsabile. (Per questo motivo, essendoci anche un link al blog di Beppe Grillo, qualunque persona che si sentisse ferita nell’onore da qualche esternazione del comico-politico, potrebbe diffidare questa associazione ed altre migliaia che hanno linkato Beppe Grillo)
3) Ha sbagliato il blog responsabile del misfatto a cancellare il post incriminato non consentendone un'analisi a posteriori e dal quale magari si sarebbe potuto evincere che il testo di scuse è distorto e non rispondente al tenore delle affermazioni riguardanti l’Emas e i comportamenti del Sig. Sindaco.
4) Ha sbagliato il Gruppo Salvaguardia Valbrenta a pubblicare le scuse impostegli accettando supinamente delle minacce che sostituiscono in modo miserando un sano dibattito su questioni che evidentemente sono molto calde.
5) IL GSV ha inoltre sbagliato nel pubblicare il post di scuse senza lasciare spazio ai commenti, seppure mediati, base democratica dello strumento del Web.

Personalmente penso che chi ha da ridire, e sono tanti, sull’operato dell’amministrazione non sarebbe arrivato allo scontro e supponiamo pure allo scherno (diritto di satira), se nel corso di questo mandato, ma anche in precedenti altri, vi fosse stato un approfondimento nella comunicazione con i cittadini e le associazioni. Gli amministratori sono eletti da noi e noi pensiamo (ma forse a torto) che qualora vi siano delle problematiche un po’ complesse i nostri rappresentanti siano umani e decidano di tanto in tanto di ascoltare anche la voce del popolo.
Se, diversamente gli amministratori, per il fatto di essere eletti si ritengono dei super esperti, allora vuol dire che le loro decisioni sono prese sulla pelle dei cittadini ed è facilissimo che si sollevino delle proteste.
Non è comunque certamente indice di alta levatura politica il non rispondere alle accuse in maniera circostanziata e preferire diffide e minacce di querele, forti della propria posizione. E’ purtroppo il sintomo classico della politica delle zuffe così tanto in voga in tutta la nazione.
In merito all’EMAS, c’è sicuramente un protocollo per l’assegnazione di questo marchio di riconoscimento e indubbiamente nel momento in cui sono stati analizzati i parametri, Valstagna è rientrata nei requisiti richiesti. Né ritengo che vi siano motivi per pensare che l’Ufficio Tecnico non abbia osservato con scrupolo le perizie. Ma fregiarsi di tale certificazione significa mantenere il paese all’altezza della situazione. Francamente è qui che ci sono da sollevare diversi dubbi, visto che dopo la certificazione sono emerse (e neanche in maniera così trasparente) problematiche ambientali grossissime quali La Cava Valgranda e Lora Bassa.
Mi spiace molto che per tentare di mantenere vivibile e vivo un territorio dalle risorse esigue e dall’equilibrio geologico così delicato, un Associazione o un cittadino qualunque si deva trovare di fronte a permalosi burocrati che usano le minacce per far tacere chiunque, anziché respirare trasparenza nelle decisioni siappure impopolari ma necessarie.
Ma tant’è! Speriamo che il Sig. Sindaco abbia avuto soddisfazione del fatto che il Gruppo Salvaguardia Valbrenta si sia cosparso la testa con le ceneri, anche se non era la testa giusta. Certo è che in futuro chiunque alla luce di questo sceglierà strade diverse dal dialogo civile.
Sicuramente un risultato è stato ottenuto: il GSV ne esce indebolito nella determinazione e nell'orgoglio.

Marco Piacentini

P.S. E' doverosa la firma anche se tutti sanno chi è murmur medoaci)

domenica 22 marzo 2009

Terminologie di attualità

Murmur medoaci sente di dover citare il significato di alcune parole, o espressioni, trovato navigando su internet. Tale esercizio di lessico, etimologia e memoria ha lo scopo di indurre a riflessione tutti sull’opportunità di azioni che stanno costellando la valle nelle ultime settimane.

La "trasparenza amministrativa" consiste, nella sua accezione più ampia, nell'assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all'interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno.
ART. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005)
E' evidente come questa legge apporti importanti modifiche nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e i diritti dei cittadini.
Infatti non solo è previsto il diritto di prendere visione degli atti di un procedimento, ma anche che l'attività amministrativa deve ispirarsi al principio di trasparenza, inteso come accessibilità alla documentazione dell'amministrazione o ai riferimenti da quest'ultima utilizzati nell'assumere una determinata posizione.
Ciò consente ai cittadini di veder garantiti i propri diritti nei confronti dell'amministrazione pubblica: hanno diritto ad una informazione qualificata, ad accedere ai documenti amministrativi e conoscere, nei limiti precisati dalla legge, lo stato dei procedimenti amministrativi che li riguardano, seguendo le fasi attraverso cui l'attività amministrativa si articola.

"Blog"
In informatica, e più propriamente nel gergo di internet, un blog è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da una struttura, in cui l'autore scrive periodicamente come in una sorta di diario on-line, inserendo opinioni personali, descrizione di eventi, o altro materiale come immagini o video.
In Italia sono sorte polemiche se il mondo dei blog debba rimanere senza vincoli legislativi e soggetta solo ad una autoregolamentazione, oppure in alternativa se debbano essere applicate le norme sulla stampa.
Nell'ottobre del 2007 il governo ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell'editoria in cui aveva stabilito per i blog l'obbligo della registrazione. La dura replica del mondo web ha portato alla precisazione da parte del sottosegretario Levi che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog.

La "Diffida" serve ad avvertire un soggetto che, se mettesse in pratica o continuasse a praticare determinate azioni, illegittime o indesiderate, ci si rivolgera’ all’autorita’ competente.
La diffida si struttura idealmente in tre parti.
- Descrizione dell’accaduto.
- Intimazione a non fare: non disturbare, non inviatemi illegittime richieste, non attivatemi nessun servizio non richiesto, ecc.
- Avvertimento che in difetto si adira’ le vie legali con beneplacito di spese e danni.

La "satira", storicamente e culturalmente, risponde ad un'esigenza dello spirito umano: l'oscillazione fra sacro e profano. La satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte (come afferma Daniele Luttazzi) , e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.

La "libertà di stampa" è una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l'esistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni.
Si estende anche al diritto all'accesso ed alla raccolta d'informazioni, ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico.In Italia la libertà di stampa è sancita dall'Art. 21 della Costituzione.

"Buon senso" è la capacità di ascoltare le argomentazioni degli altri utenti, nella ricerca di un punto di convergenza - anche attorno a temi di particolare complessità - raggiungibile solamente con la ragione e la pacata discussione.

martedì 10 marzo 2009

Automatismi autonomistici. Mah?!?


Un servizio di un Tg odierno diceva più o meno così “Il Dalai lama e i monaci Tibetani chiedono di poter conservare la propria cultura antichissima e una certa autonomia gestionale del territorio. La Cina non ci crede e crede che il Tibet voglia sfruttare l’occasione per andarsene”.
Tutto il mondo è paese…
Il nord est, il Veneto, la Valbrenta, per lo stato Italiano sono entità pericolose che vogliono l’autonomia, il riconoscimento dello stato nazionale autonomo.
Può essere… E allora?
Francamente non mi figuro orde di milizie Venete o “Venetiche militiae” pronte a schierarsi sulla frontiera, ma una cosa sì, questa me la dovete concedere!
Per quale motivo, se esiste la motivata consapevolezza del valore del proprio territorio, non dovremmo tentare di identificarlo, proteggerlo e valorizzarlo?
In termini microsociali, la Valbrenta ha l’acqua, il patrimonio montano, un sottosuolo pregiato, le attrattive turistico-ambientali, la memoria storica. E potrà condividere questo nei valori, nei significati e nelle analogie con Asiago, con il massiccio del Grappa e oltre con il Pasubio e forse con i monti Lessini o la Valdastico. Ma non certo, o perlomeno in gran parte con Padova e Rovigo.
Perché l’acqua è oggi ETRA? Per razionalizzare la gestione delle risorse! Bene.
Ed è razionale che paghiamo una fortuna l’acqua che è nostra?
La grande promozione del turismo veneto esalta le mete storiche ma non investe su nuove opportunità, e la stessa Bassano quando ha esaurito gli alpini, gli asparagi e le ceramiche (ma siamo già a Nove) si aggrappa alle montagne, alle bellezze naturali, al Brenta. Cartoline a buon mercato?
E’ assolutamente necessario trovare un modo per rappresentare in Europa, le identità ambientali culturali storiche, al di sopra delle nazioni, perché L’Irlanda del nord non è Regno Unito, i Baschi non sono Spagna e i valligiani di qualsiasi valle spesso non sanno nemmeno che c’è una città a valle che ne sfrutta acqua, energia, forza lavoro e però si fregia il diritto di rappresentarla senza sentire cosa ne pensa.
E non è decoroso vedere che la stampa si stupisce se le comunità montane risultano obsolete. Le comunità montane hanno fatto veramente qualcosa nell’interesse delle Montagne e Valli in cui imperano?
Qui non c’è da ridisegnare i confini, c’è da ricostruire le testoline di chi vuole amministrare e disporre su territori sconosciuti senza nemmeno chiedere un parere. Così sì che fa male!!!

giovedì 26 febbraio 2009

La sicurezza del Grande Fratello in Valbrenta


Telecamere all’ingresso del Paese? E’ come dire: “benvenuti a Valstagna, il paese che ti osserva”. E’ un simpatico biglietto da visita che ti presenta come il posto dove uno, quando arriva, è già schedato. Benvenuti turisti! Attenzione che vi controllo!
Pur capendo le istanze di sicurezza di chi ha subito un’intrusione, le reazioni sono sempre sopra le righe a botta calda e spesso poco meditate.
Un’occhio elettronico che guarda e registra tutte le auto che passano sulla strada, oltre a dare il fastidioso senso della violazione della privacy, immagazzina dati, richiede manutenzione, e necessita di qualcuno che questi dati li decodifichi e li studi.
Ciò significa che a scopo preventivo andrebbero costantemente monitorate tutte le targhe, confrontate giorno per giorno, raffrontate con gli orari di passaggio allo scopo di individuare eventuali anomalie sulle quali fare delle verifiche.
Ma chi lo fa?
In vallata abbiamo 5 o 6 carabinieri che presidiano un territorio vastissimo e non è di certo frequente vedere che la zona sia pattugliata dalla Polizia. Tutte le forze dell’ordine sono sotto organico e non sono sicuro che la polizia provinciale (i vigili della Comunità Montana) abbiano gli strumenti per fare questi controlli o che esistano i fondi del o dei comuni per metterli in condizioni di farlo.
Diversamente potremo aspettare che un’esercente venga rapinato e poi a posteriori andare a vedere nelle registrazioni se c’è qualcosa di anomalo.
In entrambi i casi la funzione delle telecamere lascia perplessi.
La sicurezza sul territorio è un tema molto dibattuto, addirittura esasperato per far passare soluzioni alternative che sanno più da ricerca di consenso elettorale che da reale efficace rimedio.
Ma allora nei sonnolenti paesini della Valbrenta, siamo davvero in pericolo o si tratta di frenesia legata a sparuti episodi?
Una proposta?
Quanto costa la sorveglianza del paese nelle ore notturne da parte di un’ istituto di vigilanza che già presta il suo servizio in qualche ditta locale? Può l’amministrazione comunale fare una gara d’appalto per l’assegnazione della vigilanza comunale a uno di questi istituti? Se trova i soldi per le telecamere, forse può pensare di investire qualcosa su questo. E i cittadini sono disposti a contribuire?
Purtroppo la coperta è corta, non sono aumentati i delinquenti, sono diminuite le forze in campo e quindi i controlli.